Pancho Guedes vs Angelo Torricelli

L’ALTRO MODERNO

Si rinnova ancora una volta il confronto tra modalità differenti di fare architettura, in auditorium a Santa Marta, sottoforma di un dialogo tra gli architetti Amancio D’Alpoim Guedes (detto Pancho, portoghese di nascita, ma africano d’adozione) e Angelo Torricelli (italiano, preside della facoltà di Architettura civile del Politecnico di Milano), entrambi impegnati in un workshop di questo scorcio di luglio. Il dibattito ha affrontato molti temi, dal modo di concepire e disegnare l’architettura al suo rapporto con la storia e con le tecniche. Inizia Guedes – le cui opere più importanti sono state realizzate nella capitale mozambicana tra il 1950 e l’indipendenza del paese (1975) – illustrando la sua avventurosa biografia e mostrando alcune immagini dei suoi progetti principali, partendo dalla sua tesi di laurea dal sapore decisamente wrightiano (a quel tempo Wright era quasi sconosciuto nella sua università a Johannesburg), passando dall’edilizia abitativa dello Smiling Lion, fino al Reuben Point Hotel.
Torricelli trascura invece i risvolti autobiografici, illustrando i propri progetti e la propria poetica. A differenza di quanto ci si possa aspettare da un razionalista (come egli stesso si definisce), spiega di non aver mai temuto di uscire dai canoni e confessa di essere stato anch’egli incerto tra dedicarsi all’architettura o alla pittura.

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~ di fAR workshop su luglio 3, 2009.

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