BARP / VITTADINI

Armando Barp
Nato a Feltre (BL) il 22 gennaio 1939, è professore associato di Urbanistica presso l’Iuav dal 1984. È stato assistente ordinario della stessa materia, e professore incaricato di Tecniche di Progettazione Urbanistica, e di Igiene edilizia. Ha insegnato all’Ecole Polytecnique d’Architecture et d’Urbanisme di Algeri (EPAU), nel 1979, e in vari corsi di perfezionamento per tecnici ed amministratori pubblici in Italia e all’estero.
Come urbanista ha lavorato in Italia a numerosi Piani urbanistici (Empoli 2004-06, Pozzallo 2000-04, Mirano 1997-2001, Cesena 1996-97, Cesenatico 1994-95, Pistoia 1986-89), e territoriali (Piano intercomunale dell’Area Empolese 1994-96, Piano Comprensoriale del Primiero 1974-77, bozza del Piano Regionale della Valle d’Aosta); ed è stato membro del Comitato scientifico per la stesura del Piano Urbanistico e Paesistico della Valle d’Aosta (1986-89); ha inoltre lavorato a Sumatra, a programmi di pianificazione territoriale del governo indonesiano (1978), e in Etiopia al Piano Regolatore dell’Area Metropolitana di Addis Abeba (1985-86). È infine stato incaricato, o ha collaborato, a diversi Piani Urbani del Traffico, della Viabilità e dei Trasporti (PUT di Castiglione delle Stiviere 2006-08, Piani del traffico di Zelarino e Favaro 2003, PUT di Catania 1997-99, PUT di Mira 1995-96, Piano della viabilità e dei trasporti dell’area Empolese 1987-89 e di Dolo 1985-86, Ravenna 1982, Piano del trasporto pubblico della prov. Di Piacenza 1979-80). È stato co-responsabile e coordinatore del progetto di recupero, delle officine Breda, a Pistoia (1983-86), e del progetto di recupero dell’area di Pré, nel Centro Storico di Genova (1981-82), per conto dell’ILA& UD (International Laboratory of Architecture and Urban Design).
Ha lavorato a numerosi progetti architettonici e urbanistici, nello studio dell’arch. Giancarlo De Carlo a Milano (1960-72); nello studio degli arch. Candilis-Josic -Woods a Parigi (1963), e con l’arch. Manfred Schiedhelm a Berlino (1967).
Per diversi anni (1973-77) ha svolto attività di ricerca sul settore edilizio, e sui problemi dell’abitazione in Italia.

Maria Rosa Vittadini
laureata in Architettura presso il Politecnico di Milano nel 1971, è professore associato del raggruppamento disciplinare di Tecnica e pianificazione urbanistica, presso la Facoltà di Architettura della Università Iuav di Venezia. Dal 1993 al 1997 ha fatto parte del Collegio dei Docenti del Dottorato di Ingegneria dei Trasporti, in consorzio tra le Università di: Trieste, Padova, Venezia, Genova, Milano e Torino; dal 2006 fa parte del Nucleo di Valutazione delle Opere Pubbliche della regione Valle d’Aosta.
Dal settembre 2007 al maggio 2008 è stata Coordinatore della sottocommissione VAS, nell’ambito della Commissione Tecnica di Verifica per l’Impatto Ambientale – VIA e VAS, del Ministero dell’ambiente e della difesa del territorio italiano.
1988 al 2002 è stata Direttore Generale del Servizio Valutazione dell’impatto Ambientale (VIA), del Ministero dell’ambiente. In questo ruolo ha coperto numerosi incarichi di rilevo: Presidente della Commissione Nazionale di VIA, rappresentante del Ministero dell’ambiente nel Consiglio di Amministrazione dell’European Environment Agency a Copenhagen; coordinatrice, tra il 1998 e il 2000, della partecipazione del Ministero dell’ambiente, alla redazione del Piano nazionale dei Trasporti e della Logistica (PGTL).
Da molti anni si occupa, singolarmente o in collaborazione, con i principali esperti dei diversi settori, di lavori professionali e di ricerca, per Enti pubblici ed Amministrazioni locali, in materia di metodi e tecniche di valutazione ambientale, e in materia di pianificazione dei trasporti e del territorio.
Come esperta di Valutazione ambientale, è stata incaricata del Piano Integrato di Azione Ambientale della Regione Val d’Aosta, e della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), del Piano territoriale di coordinamento della Provincia di Milano. È stata consulente per la VAS del PTCP di Venezia, e del Piano d’ambito ottimale per la gestione delle acque della provincia di Venezia.
È stata, tra l’altro, membro del Comitato scientifico della ricerca comunitaria Interreg ENPLAN, per la redazione di linee guida per l’applicazione della VAS; consulente del Ministero dell’Ambiente per la redazione del Piano Decennale dell’Ambiente, per il settore dei trasporti (1991), incaricata dall’Istituto di Ricerche Sociali (Milano), della ricerca “Esternalizzazioni ambientali dei trasporti”; incaricata dall’ IRER della ricerca “Scenari di domanda e di offerta di trasporto attraverso l’arco alpino” (1990); per l’Environment Directorate dell’OECD, è stata co-responsabile del caso italiano nel rapporto internazionale sul tema dei “Fallimenti del mercato e dell’intervento pubblico nel settore dei trasporti con riguardo all’impatto sull’ambiente” (1989).

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ABITARE IL PONTE
Armando Barp e Maria Rosa Vittadini
Tutor: Andrea Sardena

Il tema del laboratorio è l’arrivo a Venezia, da un punto di vista totalmente diverso dall’usuale.
Il ponte translagunare, ma sarebbe più corretto parlare dei ponti translagunari, manifesta ancor oggi pienamente l’intenzione di partenza, e le “dure” tecnologie ferroviarie e stradali, che hanno consentito di raggiungerla: annullare lo spazio acqueo per collegare rapidamente la terraferma a Venezia.
Il Ponte si configura così come un “corridoio tecnologico” attrezzato per il trasporto. Nulla più.
E’ ben vero che il viaggiatore che lo percorre vede avvicinarsi Venezia, e coglie la profondità di campo della laguna. Ma in fretta in fretta, con lo sguardo incatenato dalla linearità dell’infrastruttura, senza alcuna autonomia per soffermarsi, per contemplare, per godersi la presenza dell’acqua. Un ponte sul quale è impossibile sostare e rischioso avventurarsi a piedi. Un ponte paradossale dunque, nella città simbolo della pedonalità, paradiso dei flaneurs di tutto il mondo.

Il laboratorio propone di attrezzare il ponte con spazi e attrezzature capaci al contempo di “appoggiarsi” allo spazio acqueo, senza comprometterne la natura e gli equilibri ecologici, di offrire un palcoscenico per la contemplazione di Venezia dall’acqua, e di permettere che la laguna e il muoversi per vie d’acqua torni ad essere per molti componente attiva della vita quotidiana.
L’occasione per pensare i caratteri di una tale trasformazione è data dalla realizzazione del tram Mestre-Venezia. Sussistono ancora molte incertezze progettuali relativamente al terminale veneziano del tram. Ma, allo stato delle cose, non è prevista lungo il ponte alcuna fermata.
Il laboratorio propone invece di utilizzare la realizzazione del tram per stabilire luoghi di accesso lungo il ponte per le persone. Luoghi dai quali sia possibile raggiungere piattaforme laterali galleggianti o su palafitte. Sulle piattaforme potranno trovar posto molteplici attività diverse: non solo bar e ristoranti, ma spazi per rappresentazioni all’aperto, per il ballo, per la musica, per prendere il sole e nuotare in piscina. E anche per “passeggiare” in barca a remi, lungo gli itinerari della gronda lagunare e delle isole. Un contributo importante e di grande visibilità al tema, di riportare pienamente la laguna a far parte della città di Venezia.

Il laboratorio deve affrontare temi di grande rilevanza:

  • La questione del paesaggio.
    Questione insieme ovvia e centralissima, trattandosi di Venezia. Che tuttavia non ha impedito, a partire dalla realizzazione dell’isola del Tronchetto in poi, interventi di modifica del “fronte” dell’ingresso a Venezia, dal ponte translagunare, assai discutibili.
  • La questione del tram e della sua fermata
    Tema non semplice, che comporta la progettazione della fermata nei due sensi di marcia e che deve risolvere il problema garantendo la sicurezza dei pedoni, senza indurre eccessivi condizionamenti al traffico automobilistico e/o alla circolazione dei treni. Gli studenti dovranno anche affrontare, quantomeno in termini di scenario, le questioni connesse al tracciato e ai terminali di gronda.

  • La questione delle tecnologie
    La realizzazione “ecologicamente sostenibile” delle piattaforme galleggianti o su palafitte, e del loro allacciamento ai servizi, comporta attenzione e capacità progettuale. Gli studenti dovranno conoscere e tener conto delle dinamiche naturali della laguna, facendo della loro conservazione un elemento di progetto. Le scelte tecnologiche, costruttive, energetiche, idrauliche, organizzative, dovranno tutte esplicitamente tendere a obiettivi di sostenibilità.
  • La questione delle attività
    Gli studenti dovranno misurarsi con l’identificazione, la scelta dei mix funzionali più opportuni, il dimensionamento e le attrezzature necessarie.
  • La questione del sottopassaggio
    Il ponte taglia in due la laguna: le sue arcate troppo basse impediscono il passaggio di natanti tra i due lati. Gli studenti dovranno misurarsi con il problema del sottopassaggio o del sovrappasso, delle sue funzioni, delle possibili tecnologie per realizzarlo.

Calendario delle comunicazioni:

  • Giovedì 02 giugno 2009 – 09:30 – La costruzione di Venezia – Armando Barp
  • Venerdì 03 giugno 2009 – 09:30 –  Il colllegamento Mestre-Venezia: storie e tecnologie – Maria Rosa Vittadini
  • Lunedì 06 giugno 2009 – 09:30 – Venezia: il sistema degli accessi e il tram – Maria Rosa Vittadini

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5 Risposte to “BARP / VITTADINI”

  1. è un tema bellissimo.. complimenti

  2. solo un semplice, affettuoso saluto, dopo tanto tempo.

  3. sarebbe bello ritornare un po’ piu’ giovani e partecipare al vostro workshop, e’ comunque bello ritrovarvi.
    Giusto pochi giorni fa ho festeggiato i 50 con le vecchie amiche di venezia.
    Maria Rosa l’ho salutataa a firenze,non tanto tempo fa, Barp quando lo rincontrero’?
    Vi abbraccio, non importa se non vi ricordate di me.
    Teresa

  4. Armando,

    Don’tknpw if this will get to you – seems a bit old.

    Just heard, belatedly, about Manfred

    let me know how you are – saw some African things of yours a while back.

    Jonathan

  5. Will be in Milan April-ish on way to see my son in Switzerland .

    Would be wonderful to see you

    Jonathan

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