TAMARO

Gigetta Tamaro si è laureata a Venezia nel 1958 con Giuseppe Samonà ed è stata nei primi anni dopo la laurea assistente di Giancarlo De Carlo all’IUAV di Venezia, per poi continuare con conferenze e lezioni il suo rapporto con diverse Istituzioni. Visiting Pofessor al Wiener Architekturseminar sull’area Banhof Nord, Visiting Professor al Master dell’Universitat Politecnica di Catalunya, Professore di progettazione architettonica alla Facoltà di Architettura dell’Università di Trieste. È presidente dell’Ordine degli Architetti di Trieste dal 1988 al 1994, commissario straordinario dell’Ordine Architetti di Udine nel 1990, consulente della Cassa di Risparmio di Trieste, presidente della Federazioni Ordini degli Architetti della Regione F.V.G. dal 1992 al 1994, membro della Commissione Edilizia del Comune di Trieste dal 1992 al 1994, membro del gruppo di studio “Legge sull’edilizia” presso il Consiglio Nazionale degli Architetti. È socio fondatore del DO.CO.MO.MO. Friuli Venezia Giulia. Ha tenuto mostre personali o collettive in Italia e all’estero.
Le sue opere, pubblicate sulle maggiori riviste nazionali ed internazionali, sono state oggetto di trattazione monografica nel volume Semerani+Tamaro: La città e i progetti, Roma 1983 e in Semerani e Tamaro – architetture e progetti,Milano 2000.
Pubblica saltuariamente saggi o articoli sulla stampa specializzata, e collabora con radio e reti televisive nell’organizzazione di trasmissioni, conferenze e dibattiti di interesse culturale.
Tra i progetti nell’edilizia pubblica si ricordano: ristrutturazione e ampliamento dell’Ospedale SS. Giovanni e Paolo a Venezia 1978, Nuovo Ospedale di Mestre 1981, Restauro del Complesso monumentale dell’Ospedale Maggiore di Trieste 1980, Restauro e Riuso a Terminal Urbano del “Silos” a Trieste 1987, Polo Tecnologico Ospedaliero a Trieste 1992, Piano del Centro Storico di Trieste 1973, Piano per il Parco Urbano di Trieste 1989, Piazza S.Antonio Nuovo a Trieste 1989, Piano per l’Arredo Urbano nel Centro Storico di Trieste 1990, Arredo Urbano e Sistemazione del Centro Storico di Muggia 1997, Piano Territoriale Regionale Particolareggiato Intercomunale Duino Trieste Muggia 2000. Muggia. Attualmente si occupa dell’interior design per la nuova sede della SISSA (Scuola Internazionale Superiori di Studi Avanzati) a Trieste.

UOVO O GALLINA?
Gigetta Tamaro
Tutors: Francesco Semerani, Pietro Vespignani

Interrogativi
Il primo interrogativo attiene all’aver luogo dell’evento architettonico nello spazio vuoto;
Il secondo interrogativo perciò riguarda il “farsi luogo” del primitivo “vuoto”.
Il terzo interrogativo sarà sulla “dispositio” dell’evento in quanto “luogo per abitare” (tecnicamente un abitacolo ed un abitante) con la domanda: dove e quando si origina il luogo? Prima o dopo di colui che lo abita?
Il quarto interrogativo riguarda reazione/interazione tra evento architettonico e vuoto primitivo, assunto quest’ultimo come deserto (spazio privo di centro)
(si osservi che segnando con una periferia di punti l’insieme che costituisce il deserto, vuoto primitivo, si struttura in ogni modo materia e si genera energia – piano A –)
Il quinto interrogativo riguarda la presenza di un “astante”;
(si tratta di sperimentare pragmaticamente la “provocazione di un’altra presenza”).
Il sesto interrogativo verte sulla “giusta distanza” dall’“astante”, ed in generale ci si interroga su “la spaziatura”.

Strumenti semplici
Utilizzare due piani ortogonali – piano A – piano B – le cui dimensioni siano appropriate allo scopo datosi in premessa;
approssimare l’evento architettonico del piano verticale B (limite dell’abitacolo);
delineare la “dispositio della facciata” proponendone il carattere, il tono, l’indipendenza o meno dall’abitacolo;
osservare criticamente il farsi luogo nello spazio;
esercitarsi sulla presenza dell’astante – C – (interloquisce o no);
Esercitarsi sulla relativa giusta distanza tra B e C.

La giusta distanza, vista la natura delle cose.
La diversa apparenza di cose simili, ad esempio la diversità di due piani verticali assunti come dati da che cosa dipende ed in che cosa consiste ?.
La suddivisione di un piano in due parti avviene con un allontanamento contemporaneo e simmetrico (allontanamento condiviso con progressiva dimenticanza di ciascuna parte rispetto all’altra), o il piano si è spezzato in due?
Parallelismi, inclinazioni, divaricazioni del piano B o dei piani B e C rispetto alla linea di terra (piano A), sono significativi? O sono più significativi caratteri fisici o materiali quali spessore (uno sottile e uno grosso), trasparenza, (uno o ambedue vetrati), variazioni dimensionali, (uno alto e uno basso), etc.

Mezzi
Premesso che la sperimentazione avviene in uno spazio che gode di proprietà geometriche euclidee, si propone di realizzare esclusivamente modelli tridimensionali eseguiti manualmente con colla, forbici, taglierini.

Definizioni
Spazio: il luogo illimitato e indefinito in cui gli oggetti reali appaiono collocati. Il concetto di spazio come quello di tempo è assai discusso; lo spazio in cui viviamo è detto spazio “ordinario” e gode di proprietà geometriche.
Vuoto: privo di contenuto, che non contiene niente.
Luogo: insieme di punti sul piano o nello spazio che soddisfa certe condizioni.

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