KOMONEN

Markku Komonen
Nasce a Lappeenranta in Finlandia, nel 1945, docente all’Università di Helsinki dal 1992, è il co-titolare dello studio Heikkinen-Komonen di Helsinki, una delle realtà più interessanti dell’attuale scena finlandese, fondato nel 1974 insieme a Mikko Heikkinen. Redattore dal 1977 al 1980 di «Arkkitehti Magazine», è stato direttore delle mostre per il Museo di Archiettura Finlandese e visiting professor alla Virginia Tech, presso l’Università di Houston e presso la Politecnica de Catalunya di Barcellona; è docente onorario dell’American Institute. Direttore della Libera Scuola di Belle Arti (1988-95), dirige il Museo di Archiettura Finlandese dal 2007. I lavori firmati dallo studio conseguono numerosi riconoscimenti, quali il Centro Scientifico Heureka, vicino Helsinki, l’Aeroporto di Rovaniemi, l’Ambasciata Finlandese a Washington, il Max Planck Institut a Dresda, il Lume Media Center, l’European Film College ad Ebeltof, la Stazione di servizio Teboil a Vaalimaa.
Heikkinen e Komonen sono nominati per il premio Mies van der Rohe nel 1997, nel 2001 i progetti in Guinea per l’Associazione Indigo vengono premiati con l’ambito Aga Kahn Award, e successivamente esposti al Padiglione finlandese della Biennale d’Architettura di Venezia 2002, suscitando forte interesse per i progetti “low tech”. Del 2002 è il riconoscimento di Progetto dell’anno, con la proposta per il Senato, e del 2003 sono la medaglia d’oro Heinrich Tessenow, e il premio Suistainable sempre per il progetto del Senato. Komonen è autore di articoli e saggi nelle maggiori riviste di settore, e monografie sul lavoro svolto, anche oltre i confini nazionali sono state tradotte in più lingue.
Making more with less è la filosofia che caratterizza i progetti e le strategie culturali intraprese da Heikkinen e Komonen, ed è quello che mostreranno al Padiglione finlandese dell’Expo di Shanghai 2010.


SACRED SPACE

Markku Komonen
Tutor: Esa Ruskepää
Ospite: Minnä Pöllänen, pianista

L’oggetto di esercitazione del WS09 è lo Spazio Sacro, inteso come spazio per il silenzio, per la liturgia e la comunione, per la musica e per il solitudine, e per il pubblico.
Il Workshop sarà condotto attraverso proposte pragmatiche da parte di gruppi composti da 4 a 6 studenti, a cui si chiede di progettare un piccolo luogo sacro nella città di Venezia. Ciascun gruppo deciderà liberamente il contesto, e le funzioni specifiche di ciascun sacred space. Potranno esserci proposte di strutture leggere e galleggianti, così come scenari di spazi non confessionali. Queste due ultime opzioni definiscono i tipi entro cui ciascun gruppo eserciterà le pratiche progettuali. Il calendario delle comunicazioni, delle presentazioni e degli elaborati grafici, e solidi finali, sarà fornito dalla docenza nel primo giorno di workshop.
Ciascun progetto dovrà indagare gli aspetti sociali, urbani, formali, funzionali e strutturali, delle proposte avanzate. Presentazioni a cadenza serrata, chiare e argomentate, unitamente alle abilità di rappresentazione grafica, saranno il mezzo di dialogo e di condivisione dei risultati via via raggiunti, fino alla mostra conclusiva che si comincerà ad allestire giovedì 16 luglio.

La lingua del Workshop sarà l’inglese.


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