RICH / VIO

Peter Rich, è architetto di fama mondiale, il cui lavoro si basa principalmente sulla creazione di spazi che rispondono in maniera sensibile al contesto culturale ed ecologico.
E’ stato ampiamente riconosciuto come un’autorità nel campo dell’Architettura Vernacolare dell’Africa, per merito delle sue ricerche fondamentali sugli insediamenti Ndebele, Bantwane, Tswana, ed inoltre per le recenti ricerche sull’insediamento urbano organico. Durante un periodo ventennale di lavoro professionale, Peter Rich ha acquisito un’estensiva conoscenza, relativa alla progettazione e all’implementazione di progetti che implicano la partecipazione della comunità ed il suo potenziamento, la riduzione della povertà ed il turismo culturale.
Peter Rich è stato Professore Aggiunto alla School of Architecture and Planning della University of the Witwatersrand di Johannesburg (Sud Africa), dove ha tenuto il corso principale del secondo anno in progettazione e teoria dell’Architettura (1977-2007). Ha ricevuto la Laurea con lode in architettura nel 1973, ed il Master in Architettura con dissertazione nel 1991, presso lo stesso istituto. Ha tenuto lezioni ed è stato invitato nel ruolo di visiting professor presso le maggiori istituzioni d’arte e di architettura negli USA, in Europa, in Australia, in Nuova Zelanda ed in Sud Africa. Insieme ad altri ha ricevuto il premio EDRA, per la ricerca internazionale (Environmental Design Research Association), per il lavoro finanziato dall’Unesco facente parte del programma partecipativo “Growing up in Cities 2001”.
Nel 2003 ha ricevuto la nomination per l’Annie Spink Award, premio internazionale sull’insegnamento del RIBA.
Il suo progetto del Bopitikelo Community and Cultural Center, a Molatedi nella NorthWest Province, in sud Africa, è stato premiato, sotto gli auspici del RIBA, per la Word Architecture Awards ed ha ricevuto due nominations per il National Award of Excellence.
I suoi lavori hanno ottenuto in Sud Africa 13 riconoscimenti di National Awards of Merit and Project Awards. Nel 1995 ha diretto il documentario di 52 minuti “Ndebele Women and the Rituals of Rebellion”. Ha curato importanti mostre di arte ed architettura africana, sia in Sud Africa che all’estero.
È recentemente stato incaricato come coordinatore dell’ufficio di “Urban Planning and Urban Renewal” per la città di Kigali in Ruanda. Il 19 maggio 2008 ha tenuto la lezione “ Learn in Translation – Imagining African Space “ alla Architectural League a New York. (che è possibile seguire su www.archleague.org)
Giovanni Vio (Venezia 1964) insegna urbanistica presso la laurea Specialistica in Conservazione dell’Iuav e, precedentemente, al Clape. Nel 2002 è stato tutor Iuav, al Master in Valorizzazione e conservazione del Patrimonio Industriale (Iuav, UniPd, PoliTo). Dal 2000 al 2004 ha preso parte attiva alle ricerche condotte tra il Dipartimento di Urbanistica dello Iuav e le Università Myongji di Seoul e Tsinghua di Pechino, con seminari, missioni e mostre. Da tempo è interessato all’architettura ed il paesaggio del Sud Africa, dove ha svolto il primo studio completo dell’opera di Roelof Uytenbogaardt, oggi pubblicato in due lingue. Di recente ha viaggiato in Mali con Peter Rich, per osservare lo spazio e l’architettura delle culture del Niger e delle falesie di Bandiagara, ripercorrendo l’esperienza di Aldo Van Eyck.
È autore di Senza Tempo/Timeless Roelof Uytenbogaardt, Padova, 2006; Venezia/Marghera/Mestre e ritorno, Venezia, 2005.
Suoi contributi sono apparsi su numerose riviste italiane e straniere.
Ha uno studio a Venezia, tra i progetti si ricordano la riqualificazione di piazza S.Agostino di Arezzo (vincitore del concorso); il piano “I Morari”a Lonigo (Vi), 120 unità residenziali; il piano di recupero di Villa Sesso a San Pietro in Gù (Pd); la casa-albergo per anziani (39 appartamenti) a Bassano del Grappa (Vi) per l’Ater di Vicenza; la riqualificazione di porta Savonarola a Padova (vincitore del concorso in due fasi).

KIG-ALIANS_ITALIANI A KIGALI
Reinventing the african city in modern times
Peter Rich e Giovanni Vio

È possibile progettare per un contesto lontano e sconosciuto?
Il laboratorio prende le mosse dalle esperienze dello scorso anno, e dalla lezione di Peter Rich learn in translation per tentare l’approccio, alla luce di esperienze sul campo, e di riflessioni di viaggio, ad un’area urbana in Ruanda.
Se è vero, ispirati a Marc Augè, che lo sguardo dell’Europa su paesi del sud del mondo come l’Africa, produce rovina o, quanto meno ne invita alla visita ed al restauro, desideriamo credere che un osservatore maturo possa immaginare una crescita comune, traendo insegnamento da uno sguardo ben più timido, ma non meno intenso.
Mettiamo in gioco il ruolo del progetto come azione autoreferenziale, garante di qualità in quanto approvata ed omologata da codici globali. Insistiamo sulla lettura dei luoghi, sulla comprensione del senso dello spazio, attraverso le culture locali, del territorio come paesaggio, sovrapposizione di azioni umane e della natura, per la formazione di una procedura dialettica tra genesi del progetto e suoi adattamenti nei confronti del luogo.
L’area di progetto, per la quale si propone una riqualificazione ad uso misto, è situata nella zona commerciale di Kigali City, in Ruanda. Il sito, che misura 100 x 1200 metri, è un isolato di lotti a corpo doppio, caratterizzato da una pendenza trasversale che varia dai due piani e mezzo ai tre piani. Il lato nord, a monte, è di edifici commerciali, dai tre ai cinque piani di altezza. Sulla strada a valle (Lower street), sui affacciano prevalentemente capannoni industriali.

Il programma prevede:
la creazione, come nodo di trasporto integrato, l’accesso a senso unico di taxi africani (minibus), lungo la base dell’isolato;
l’introduzione di una lunga zona commerciale pedonale tipo souk, appena al di sopra della strada di servizio, sfruttando i cortili posteriori, al momento non utilizzati , coinvolgendo i manufatti esistenti.
Lo scopo è di generare flussi di persone provenienti dalle zone alte della città, attraverso una serie di cambi di livello da e verso la stazione dei taxi, lungo il bordo della strada bassa. Scambio lineare taxi-pedone; mercato informale intermedio; strada commerciale a livello superiore rivitalizzata; edificazioni terrazzate con pendenza dai sei agli otto piani, con viste verso la montagna e la valle, e piani alti ad uso residenziale.
Massima attenzione sarà posta alle soluzioni dei cambi di livello dei percorsi pedonali, che variano dal piano e mezzo ai tre piani.
Le questioni delle città collinari, del commercio e dell’interscambio dei trasporti, e della circolazione, dovranno essere messe a confronto con l’esperienza italiana ed europea.

Il lavoro sarà svolto per lo più a mano libera e con l’uso di modelli.

Il lavoro procederà secondo la seguente programmazione:
29 e 30 giugno 2009
presentazione del tema e del luogo, inizio di un taccuino che ognuno terrà, arricchendolo di disegni e di annotazioni fino alla fine del laboratorio.

Lezioni introduttive e dibattito.
Entro venerdì 3 luglio 2009 – discussione ed indirizzi per proseguire il lavoro.
Produzione di un schemi funzionali, della circolazione e planivolumetrici, con plastico 1/1000, come lavoro di gruppo (4-5 studenti per gruppo).
Entro mercoledì 8 luglio 2009– discussione ed indirizzi per proseguire il lavoro.
Produzione di progetto generale con disegni (pianta e sezioni), e plastico alla scala 1/500, come lavoro di gruppo (4-5 studenti per gruppo).
Entro lunedì 13 luglio 2009 – discussione ed indirizzi per la preparazione della mostra.
Plastico 1/200 e schizzi prospettici di un edificio scelto dal progetto architettonico, con una pianta ed una sezione alla scala 1/200 (lavoro di gruppo di due studenti).

16 luglio 2009
Allestimento della mostra presso la sede IUAV.

La mostra consisterà nella seguente esposizione:
introduzione generale – una tavola di sintesi del progetto contenente la descrizione dei luoghi e degli obiettivi, la presentazione di diagrammi delle diverse soluzioni progettuali (saranno incaricati uno o più studenti per questo lavoro).
Per ogni gruppo si dovrà approntare 1 tavola + 1 plastico del progetto generale; 1 tavola con i progetti architettonici, e selezione di schizzi + plastici architettonici.

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