GRIS

Stefano Gris
Nasce a Cortina d’Ampezzo nel 1959 e si laurea a Venezia nel 1983.
Inizia la sua attività a Padova nel 1986, occupandosi principalmente della progettazione di mostre e di allestimenti museali. È stato presidente della Veneranda Arca di S. Antonio, dal 1995 al 1999, e visiting professor alla R.I.S.D (Providence – USA), e alla Domus Academy (Milano).
Fa parte della short list della Comunità Europea per la progettazione di grandi eventi culturali e scientifici. Nell’ultimo decennio approfondisce temi di progettazione architettonica a livello urbano e territoriale, quali l’ingresso, i percorsi e le scale del Museo degli Eremitani a Padova (2007), il nuovo cinema-teatro di Buonconvento (2007), la riconversione dell’ex Caserma Austriaca di Castel San Pietro – Verona (2008, in corso), il complesso scolastico in via del Crocifisso a Padova (2008, in corso) e il complesso degli edifici della nuova sede aziendale aeronautica Superjet a Tessera (2008, in corso).
Nel 1986 fonda la società Gris co composta da un team di 30 collaboratori tra architetti, progettisti, grafici, designers e visual artists.
L’esperienza maturata in ambito fieristico e museale si estende anche alla progettazione di edilizia privata e pubblica, alla consulenza per i grandi gruppi aziendali nella corporate image, e a progetti multimediali e interattivi. Lo studio si è specializzato nella ricerca di una formula di “comunicazione” che ingloba i diversi aspetti del progetto: da una ricerca formale e architettonico-strutturale, ad una ricerca grafica coordinata, creando diverse forme di rappresentazione anche dinamiche, nell’utilizzo di apparati audio-visivi e interattivi, ambientazioni scenografiche, in cui la suggestione del tema progettuale viene ricreata da sistemi luminosi e sonori.
Lo studio è in continua evoluzione, attento alle nuove tecnologie, alla ricerca di materiali innovativi, e alla reinterpretazione di materiali più “comuni”, interpretati e adattati sulla base delle diverse esigenze e caratteristiche di ogni progetto, con particolare attenzione alle richieste della committenza.
Negli ultimi anni, l’attività di design, si è intensificata con la progettazione di interni di aerei, corporate, Vip e passeggeri.
Dal settembre 2008 Silvia Dainese e Stefano Gris hanno unito i propri studi creando Gris+Dainese, con sede a Padova, e studi satellite a Verona e Roma.

AEROPORTO NICELLI A LIDO DI VENEZIA. Un’architettura tra cielo e mare
Stefano Gris
Tutors: Valentina Babolin, Cristian Guizzo
In collaborazione con SuperJet International spa

La decisione del 1954 di scegliere Tessera come luogo dove costruire il nuovo aeroporto, segna l’inizio della crisi del Nicelli, storico scalo veneziano.
Nel 1967 anche le officine aeronavali si trasferiscono in terraferma, e da quel momento il traffico commerciale e il complesso aeroportuale, costituito dall’Aerostazione, dagli hangar delle OAN, e da altri manufatti minori, entra in una lunga fase di decadenza.
Nell’ottica di una generale rivalutazione del lido di Venezia, ed in particolare dell’area aeroportuale, si propone agli studenti di intervenire con un progetto all’interno di un area in cui il masterplan ne prevede la riqualificazione, attraverso il riuso e il ripristino di edifici abbandonati o dismessi (Il forte austriaco, la caserma Pepe, gli hangar progettati da Nervi, l’aerostazione degli anni 30).
L’edificio, o gli edifici da progettare, saranno posizionati sulla linea di confine tra la spiaggia di S. Niccolò e l’area aeroportuale.
La loro funzione dovrà essere duplice: da un lato strutture attrezzate per quella parte di spiaggia e lungomare che dovranno comunque rimanere “selvaggi”, liberi e privi di strutture di balneazione, dall’altro a servizio di manifestazioni fieristiche, convegni, congressi e altre attività, da ospitare nell’area aeroportuale. Questa seconda funzione dovrà essere costituita da architetture temporanee aggregabili alla struttura permanente.
Immaginiamo quindi un asse centrale, il cui sviluppo in lunghezza sarà di circa 500 metri, pedonale e/o ciclabile che distribuisca lungo il suo percorso una serie di architetture con funzioni precise, a servizio della spiaggia e delle altre attività (ristoranti, bar, terrazze attrezzate, sale multifunzionali ecc.), e dall’altra una serie di architetture temporanee che dialoghino con le prime e ne diventino il loro completamento.
Il percorso centrale collegherà l’abitato del Lido alla bocca di porto (futuro Mose), e potrà essere sviluppato da ogni singolo gruppo in completa autonomia.
Strutture e materiali dovranno garantire comunque una forte permeabilità visiva, tra il mare, la terra e il cielo, e dovranno dialogare con il contesto.

Si ipotizzano 15 gruppi di 4/5 studenti che lavoreranno su 15 progetti diversi.
Si produrranno: disegni a scala architettonica, modelli, foto e/o filmati dei progetti, che saranno poi impaginati nell’esposizione finale con criteri condivisi.

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